Bodrum in breve
Una delle caratteristiche di Bodrum è quella di offrire, oltre ad innumerevoli occasioni di svago e di vita notturna, baie tranquille, spiaggette e luoghi incontaminati lungo la sua Penisola e la possibilità di scoprire, a breve distanza dall’animazione della città, l’autentico modo di vita turco e le sue tradizioni rurali.
Ci sono diversi modi di esplorare la Penisola ma il più piacevole e senza dubbio quello di approfittare delle gite in barca, con partenza giornaliera dal porto di Bodrum, che permettono di vagare tranquillamente da baia a baia e da spiaggia a spiaggia. Un altro mezzo conveniente per visitare la Penisola sono i dolmuş, o minibus locali, che partono per tutte le destinazioni dalla stazione centrale dei bus: le varie località sono chiaramente indicate sul finestrino anteriore. Basta fare la propria scelta e attendere che il dolmuş sia pieno: per scendere, basta far segno al conducente.
Un po’ di storia
Il passato di Bodrum, abitata da oltre 4000 anni, è ricco di storia: la sua vicinanza a numerose grandi civiltà rende l’antica Alikarnasso (nome d’origine di Bodrum) un luogo che da sempre affascina gli storici.
Colonia greca della Caria, patria degli storici Erodoto e Dionigi di Alicarnasso, fu fondata dai Dori nel 1000 a.C.. Occupata dai Lidi nel VI secolo a.c., nel 546 a.C. passò ai Persiani, sotto la satrapia di Sardi. Nel 377 a.C. Mausolo, il più famoso dei satrapi della Caria, vi trasferì la capitale, aumentandone la popolazione e costruendo nuove mura, palazzi, teatri e templi. Nel 334 a.C. fu conquistata da Alessandro Magno. Seguì dal II secolo a.C. la dominazione romana, che garantì ad Alicarnasso ed a tutta la nuova provincia dell'Asia la prosperità ed una relativa pace per almeno tre secoli, creando le condizioni ideali per la diffusione del cristianesimo (San Paolo percorse tutta l'Anatolia diffondendo il messaggio di Cristo).
Nel 1071 d.C. la città cadde nelle mani dei turchi Selgiuchidi, il cui sultano permise nel XV secolo di costruire il castello di S. Pietro, l'attuale simbolo di Bodrum, ai cavalieri di Malta, poi costretti nel 1522 a riparare a Rodi all'arrivo di Solimano il Magnifico e dei suoi Ottomani (da Otoman, da noi chiamato Gengis Khan). Nel corso dei secoli l'impero ottomano si avviò ad un lento declino, fino a disgregarsi dopo la sconfitta della prima guerra mondiale.
A testimoniare il passaggio di tutti questi secoli di storia a Bodrum rimangono oggi, oltre ai 7 km di mura costruiti nel IV secolo a.C. ed alla porta di Myndos con le sue due torri, il teatro del II secolo a.C. ancora utilizzato per le rappresentazioni, ed il castello di S. Pietro. Quest'ultimo, sede di un importante museo di archeologia subacquea, fu costruito nel '400 dai Cavalieri di Malta a fianco del porto grazie al denaro giunto da alcuni paesi europei (da cui il nome delle torri inglese, tedesca, francese e italiana), fu dedicato a S. Pietro e chiamato Petronion in greco o Petronium in latino, e divenne un simbolo monumentale dell'unità dell'Europa cristiana contro il potere crescente degli Ottomani. Caduto in disuso il nome Alicarnasso, dopo aver conquistato la città gli Ottomani cominciarono a chiamarla come il castello, storpiando per la difficoltà a pronunciarlo l'originario Petronium prima in Petrum, poi in Potrum, ed infine nel Bodrum giunto fino a noi. |